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giovedì, Ottobre 28, 2021
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Mentre i “grandi” preparano il “già visto” i “piccoli” pensano alla politica

di Marco Maria Freddi, #politica

Alcune forze del centrosinistra, Europa Verde, Articolo1, Possibile, Più Europa, Radicali, Socialisti e Sinistra Italiana si sono incontrati nuovamente dopo la pausa estiva per parlare delle elezioni 2022.

Come ho più volte scritto, il metodo delle trattative tra segreterie appartiene ad un mondo che non c’è più, o meglio, vive ancora nella insipiente cultura politica di chi analisi politiche non fa, e siccome non fa analisi, ripete all’infinito ciò che può fare, ciò che da sempre è stato fatto non curandosi o meglio, non facendosi carico dei cambiamenti sociali.

E mentre i “grandi” si incontrano per decidere chi sarà il prossimo candidato sindaco del centrosinistra, appagando le aspettative locali e nazionali dei baroni e baronetti della città, i “piccoli”, a differenza dei grandi, si sono incontrati per analizzare la realtà politica attuale e provare a costruire un percorso comune.

Condividendo la necessità di abbandonare la prassi dei racconti retorici ed evocativi alla ricerca di imprecisate discontinuità o di città immaginifiche e ideali dove tutto funziona, racconti che tanto piace ai politici celebrare tralasciando sempre di declinare il “come”, ci siamo concentrati su poche ma innovative idee per la città.

Idee innovative che vogliono cambiare un paradigma, quello di partire dalle idee per definire una figura di Sindaca o Sindaco e non il contrario, Sindaca o Sindaco che rappresentino le proposte condivise dal gruppo, figura che auspico possa essere scelta da una assemblea cittadina aperta del centrosinistra (le primarie sono uno strumento interno al PD che ha dimostrato tutta la sua debolezza ed il suo potenziale divisivo in chiave di area, un incontro tra tifoserie più che una condivisione di idee) dove, chiunque si sente di poter rappresentare le proposte del gruppo, si possa palesare proponendosi come candidata o candidato.

L’esperienza vissuta da Consigliere Comunale conferma l’analisi che il cittadino deve riappropriarsi della sovranità sottratta dai partiti negli anni, mal interpretando il ruolo a loro assegnato dalla Costituzione ed è questa la ragione del costante e continuo aumento dell’astensione alla partecipazione democratica, prima di tutto politica e poi elettorale dei cittadini, per questo, democrazia e misurazione dei servizi erogati al cittadino (principio dell’obbligo politico di rendicontazione ai cittadini) le proposte di premessa politica senza le quali nessun tema amministrativo, ma proprio nessun tema per quanto importante, può essere affrontato in chiave innovativa da chi intende interpretare la politica del XXI secolo.

Per questo, come gruppo di Radicali Italiani di Parma, abbiamo proposto due temi di democrazia a cui abbiamo aggiunto una proposta di visione di sicurezza che non si basi sulla repressione, sulle pistole taser e i daspo urbani, questo, come alternativa ai racconti di paura e terrore urbano delle destre parmigiane.

Tre proposte che doniamo alla candidata Sindaca o Sindaco che vorremmo nascesse dall’assemblea cittadina del centrosinistra, assemblea che possa essere presupposto alla creazione di una lista – alternativa a quella teleguidata dalle segreterie di PD e EP – che fortemente marchi la cifra valoriale che unisce i partiti del centrosinistra, il centrosinistra dei “piccoli”.

Due proposte di premessa politica, di democrazia amministrativa che come Radicale, libertario e socialista sento essere l’urgenza, l’urgenza di impegnare tutto il patrimonio di lotte e proposte ideali costruite negli anni che di fronte ad una classe politica locale impaludata nei giochi del teatrino della politica, impegnata nell’interpretazione teatrale delle riunioni di segreteria, non cedono ai ricatti, al populismo ed alla trappola dell’antipolitica che ha allontanato ed allontana sempre più i cittadini dalla politica, ma che al contrario cerca di interpretare il dato di analisi storica, la necessità di affiancare alla democrazia rappresentativa eletta la democrazia deliberativa, la democrazia delle assemblee delle cittadine e dei cittadini estratti a sorte.

Si tratta di provare ad alimentare la partecipazione dei cittadini in chiave deliberante, non solo evocare i cittadini per riempirsi la bocca di presunta vicinanza o rappresentanza, per fare di Parma un faro di civiltà di partecipazione e di diritti come lo sono le principali capitali Europee.

Ci incontreremo ancora Giovedì 23 Settembre, per mettere sul tavolo le proposte e, spero, di condividere un percorso che passi dall’Assemblea aperta Cittadina del Centrosinistra e dalla preparazione di una lista, una lista che cambi il paradigma della politica locale, il paradigma dell’autoreferenzialità.

 

  1. Democrazia partecipativa deliberante dei cittadini.

La democrazia è in crisi, da anni, ed il Coronavirus ha solo indebolito ulteriormente la democrazia. Votare non basta più, deve crescere la partecipazione dei cittadini in politica e il peso delle loro decisioni per la comunità, le Assemblee deliberanti delle Cittadine e dei Cittadini estratti a sorte sono lo strumento con cui tutto questo è possibile.

La Democrazia del XXI secolo non può più permettersi di apparire come un sistema autoreferenziale, aperto a intermittenza solo in occasione della chiamata alle urne dei cittadini in corrispondenza delle elezioni.

Vi è la necessità di una partecipazione deliberativa dei cittadini alla vita politica e di una loro accresciuta responsabilizzazione, responsabilizzazione che crea la comunità solidale tanto evocata negli interventi dei politici. L’ormai evidente volatilità del consenso elettorale riduce la capacità delle forze politiche di elaborare soluzioni che guardino a un orizzonte di lungo periodo, per questo, l’istituzione delle Assemblee deliberanti delle Cittadine e dei Cittadini estratti a sorte chiamati a individuare delle priorità di intervento su questioni specifiche legate ai singoli progetti, avrebbe la forza di superare la convenienza elettorale coinvolgendo i cittadini nel momento decisionale, affiancare la democrazia rappresentativa eletta alla democrazia deliberativa dei cittadini è la politica riformatrice del XXI secolo.

 

  1. Misurazione dei servizi erogati al cittadino (principio dell’obbligo politico di rendicontazione ai cittadini) 

La conoscenza dei risultati delle misurazioni e dei monitoraggi scientifici permette di valutare l’efficienza, l’efficacia e la sostenibilità dell’azione delle amministrazioni comunali e delle società partecipate, quindi la sua qualità effettiva.

Le misurazioni permettono di valutare la gran parte dell’attività dell’amministrazione, un cambio di paradigma, un superamento culturale della politica delle evocazioni, proclami e delle promesse senza evidenze, senza rendere conto ai cittadini.

La politica progressista del XXI secolo non può prescindere dall’assumersi la responsabilità di riportare il cittadino ad amare le istituzioni democratiche e la politica facendosi misurare in modo terzo. La valutazione della qualità dei servizi richiede il coinvolgimento dell’università e dei cittadini ed è proprio questo il punto su cui dobbiamo confrontarci: quanto è visionaria una politica che coinvolge i cittadini in assemblee deliberative nel controllo e nella misurazione delle scelte che ha come ricaduta il rafforzamento del processo democratico?

Il populismo, l’indifferenza verso la politica ed i suoi percorsi rafforzano solo le destre, noi possiamo e dobbiamo rappresentare il punto di discontinuità con il passato. Avere il coraggio di raccogliere consenso solo di fronte alla volontà e alla responsabilità di mettersi in gioco, nel dimostrare che la forza della politica è nel guardare laicamente ai numeri e trovare la forza e la capacità di modificare un percorso, i correttivi a servizi non idonei, in trasparenza dialogando con i cittadini, è la politica del XXI secolo.

 

  1. Sicurezza: l’economia della notte.

L’economia della notte è tipicamente intesa come quella che si sviluppa dalle 06:00 di sera alle 06:00 del mattino.

Uscire, divertirsi, festeggiare, di notte è, per molti, sinonimo di gioia e divertimento. Lungi dall’essere solo un momento di festa per i nottambuli, la notte riguarda altri ambiti cruciali: Iavoro, servizi, cura, trasporti, attività culturali, il bisogno di riposo di tutti ma può essere soprattutto prevenzione e sicurezza della città. I ritmi mutevoli della vita, i cambiamenti sociali, rendono sempre più necessario un approccio trasversale ed equilibrato a tutti i modi di vivere la notte. Ciò comporta la combinazione del rispetto per il sonno dei residenti, il desiderio di uscire dei nottambuli, le condizioni di vita dei lavoratori notturni e Io sviluppo economico e culturale delle attività notturne. Proprio per questo è necessario riconsiderare e riformare la vita notturna: non si tratta di dare il via libera a festaioli dediti a divertimenti sfrenati e molesti per il riposo e la sicurezza altrui, si tratta di gestire una parte (economica e sociale) dei luoghi in cui abitiamo, anche nelle ore notturne.

È richiesto un cambio culturale, di mentalità e approccio, per riconoscere (partendo dall’analisi dei dati) il valore dell’economia della notte e iniziare a guardarla come una opportunità, non come un fenomeno che avviene nonostante i divieti e a discapito di qualcuno. Per fare della notte una occasione di progresso economico, culturale, sociale, in piena sicurezza come parte rilevante della vitalità di ogni città, occorrono coraggio e capacità di visione.

Un modo per dare avvio a questo ripensamento è il conferimento di un incarico istituzionale ad una figura che dialoghi con tutti i portatori di interesse e sia il punto di riferimento dell’amministrazione per quanto attiene alla vita notturna: il Sindaco della Notte, che Iavori a stretto contatto con il primo cittadino divenendone l’alter ego su tutto ciò che riguarda i temi notturni.

 

 

(17 settembre 2021)

©gaiaitalia.com 2021 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 




 

 

 

 

 

 

 

 



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