Le Province di Parma (ente capofila) e Reggio Emilia fanno rete per i giovani, contro il disagio giovanile, mettendo in campo il progetto “Pregio: Parma (e) Reggio Emilia Giovani” frutto della partecipazione all’avviso di Upi nazionale (Unione province italiane) dal titolo “ProvinceXgiovani”.
L’obiettivo è quello di promuovere il benessere psico-fisico ed il protagonismo giovanile, coinvolgendo oltre 5mila ragazzi e ragazze.
Un’idea che è piaciuta molto nelle sue linee guida, tanto che ha ottenuto un finanziamento di 110mila euro da Upi nazionale a fronte di un costo complessivo del progetto di 152mila grazie al lavoro svolto dall’Ufficio Europa della Provincia di Parma al fianco di enti, consorzi ed associazioni di tutto il Parmense.
I partner sono, in tutto, sette: oltre alla Provincia di Parma capofila e alla Provincia di Reggio Emilia, ci sono anche Upi Emilia-Romagna, Asp-distretto di Fidenza, Consorzio Fantasia onlus e i comuni di Fidenza e Fornovo.
“L’obiettivo – spiega Alessandro Fadda, presidente della Provincia di Parma – è quello di sviluppare, nei diversi contesti territoriali coinvolti, un percorso integrato di prevenzione e contrasto del disagio giovanile basato su partecipazione attiva, co-progettazione, peer education (educazione tra pari) e rafforzamento delle competenze socio-emotive”.
Il progetto – della durata di 18 mesi – prevede la costruzione di reti di comunità, l’aggancio dei giovani, la realizzazione di attività culturali, sportive e di cittadinanza attiva ideate dai giovani stessi e una restituzione finale alla comunità, accompagnata da azioni di comunicazione e sensibilizzazione sulla salute mentale.
La Provincia di Parma, ad oggi, presenta una situazione socio-economica complessivamente positiva per i giovani (14-25 anni), ma emergono criticità rilevanti legate al benessere emotivo e psicologico, con aumento di ansia, insicurezza, disturbi emotivi e inattività: i Neet, giovani che non lavoro e non studiano, erano l’8,4% nel 2023. Le analisi territoriali hanno evidenziato una carenza di spazi e opportunità strutturate, soprattutto per adolescenti dai 14 anni in su e per quei giovani che prediligono forme di aggregazione informali. Mancano, spesso, centri di aggregazione giovanile e spazi per attività spontanee: aspetti che lasciano campo a fenomeni di devianza giovanile (bullismo, vandalismo, microcriminalità) coinvolgendo soprattutto ragazzi “invisibili”, fragili e lontani dai contesti formali.
(20 febbraio 2026)
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