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Gelo e fragilità sociali, ripetere che non ci sono cittadini di serie “a” e di serie “b”, (forse) giova

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di Marco Maria Freddi*
Mentre il gelo di questa metà di gennaio 2026 morde con un’intensità spietata, la cronaca, sia nazionale che della nostra Parma, ci restituisce un’immagine nitida e dolorosa, poiché la distanza tra i “milioni dei bilanci” e la vita (o la morte) in strada rimane un abisso incolmabile.
I fatti accaduti tra il 12 e il 16 gennaio confermano tristemente l’analisi che vi sottopongo da sedici settimane; il nostro sistema di protezione sociale sta fallendo proprio nel momento del bisogno estremo.

Politica Parma

Marco Maria Freddi: “Essere di sinistra significa assumersi la responsabilità di vedere, comprendere e agire”


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A livello nazionale, stiamo assistendo all’ipocrisia del monitoraggio. Il 14 gennaio, associazioni come Medici per Strada hanno lanciato un allarme rosso affermando che il freddo non logora solo i corpi, ma funge da detonatore per le fragilità mentali pregresse, scatenando un picco di crisi psicotiche tra i senza dimora. Eppure, la risposta istituzionale è monca poiché i dormitori aprono le porte, ma essendo privi di personale medico o psichiatrico, finiscono per allontanare proprio i più fragili perché “difficili da gestire”. È un paradosso atroce, chi ha più bisogno di cure viene rigettato nel gelo.

E mentre lo Stato cerca di “contare” gli invisibili con il censimento Istat il 15 gennaio, emerge una falla burocratica grottesca dove migliaia di persone non vengono censite perché si nascondono in tunnel o ex fabbriche per sfuggire alle ronde di “decoro” e “SOS”. Lo Stato cerca di contarli con una mano, mentre con l’altra, attraverso le politiche di sicurezza e i tagli alla psichiatria di prossimità, li rende introvabili e incurabili.

A Parma, la situazione non è diversa. Nonostante l’allerta gelo e l’annuncio dei “posti extra” del 14-15 gennaio, i marciapiedi di Via Caselli e della Stazione sono ancora occupati da chi non può o non riesce ad accedere ai dormitori. Non è una scelta, è l’impossibilità di sottostare a regole quali orari, divieti o separazione dagli affetti che una mente devastata dal disagio non può elaborare.

Il sistema fallisce perché non è a “soglia zero”.

L’incidente di venerdì 16 gennaio alla stazione, con quella lite violenta nello scalo merci, ne è la prova provata. La narrazione mediatica e delle destre parlerà di “insicurezza”, ma noi dobbiamo avere il coraggio di dire la verità poiché sappiamo che è l’esplosione di una fragilità psichica e sociale abbandonata a se stessa. Senza una comunità specializzata, la disperazione degenera inevitabilmente in conflitto.

È da questa consapevolezza che nasce il nodo politico che il Partito Democratico di Parma deve sciogliere per essere riconosciuto: intervenire in modo radicale sulla povertà estrema. La nostra priorità deve essere chi non riesce più a chiedere aiuto, chi non è in grado di autodeterminarsi, chi è caduto fuori da ogni rete di assistenza a causa di gravi fragilità psichiche o di un isolamento totale, chi è “fuori campo” e dorme sui marciapiedi o nella “grotta” della stazione.

Parma Politica

Da Marco Maria Freddi riceviamo e pubblichiamo integralmente: “Gli estremisti della coscienza”


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La nostra risposta deve essere un atto politico immediato e un gesto di responsabilità collettiva:

  • Concedere l’uso della scuola di Gaione alla Corte dei Miracoli di Parma. La struttura ha già dimostrato la sua vocazione sociale ospitando disabili per vent’anni: non sarà perfetta, ma è indiscutibilmente meglio la casa di Gaione che lasciare le persone per strada. Si tratta di un investimento in un metodo che funziona, capace di dare alloggi stabili e avviare percorsi di recupero sociale, sanitario e amministrativo per i più isolati, superando le barriere che i servizi ordinari non riescono a infrangere.
  • Convocare un Tavolo di Responsabilità Collettiva con le principali realtà del terzo settore (Caritas, Comunità di Sant’Egidio, CIAC, MC2 e Leone Rosso) che beneficiano di finanziamenti pubblici. Dobbiamo esigere che queste risorse siano orientate anche a iniziative ispirate al metodo della Corte dei Miracoli, per intercettare e prendersi cura in modo stabile di quella fascia di povertà oggi totalmente esclusa.

Il cambiamento comincia quando smettiamo di accettare l’ingiustizia come normale.
Noi, in quanto Partito Democratico, possiamo e dobbiamo fare la differenza, qui e ora.

*Radicale e Socialista, iscritto al PD

 


 

(19 gennaio 2026)

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