di Redazione Politica
Il M5S, o almeno qualche sua cellula, deve avere avuto un incubo ed ha preso la decisione di sposare la faccia tragica di Travaglio, che si presenta con la faccia dei momento solenni, e ha comunicato che “La posizione di M5s è chiara: l’Ucraina ha il diritto alla legittima difesa come è stato stabilito nella Carta delle Nazioni unite”, che è molto più della posizione del M5S, ma sta in tutti i trattati internazionali.
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Poi c’è il distinguo in perfetto stile M5S che arriva puntuale e dice “Noi diciamo no alle armi di offesa”. Michele Gubitosa, vicepresidente di M5S, lo ha detto a Radio Anch’io su Radio Rai replicando a Zanchini che gli chiedeva cosa intendesse per armi offensive con l’abc del grillismo: “Sappiamo che un’arma può essere usata per la difesa o per l’attacco” (ma guarda, ndr) “il senso è un’arma che viene data ad un Paese che deve difendersi sul proprio territorio. Noi stiamo dando armi anticarro, antiaereo che possono essere da supporto di ospedali. DI sicuro non stiamo dando armi che servono ad andare ad invadere un altro Paese”, poi parla delle “dichiarazioni di Johnsonn che vuole andare ad invadere la Russia” quando quel boccalone d’inglese, pur dicendo una castroneria irripetibile – a meno che qualche grillino non s’impegni molto – non ha esattamente detto quello. E le sfumature sono importanti.
Zanchini ha quindi insistito nel chiedere una spiegazione su quali siano le armi di offesa e se tra esse vi siano i Lince, ma Gubitosa ha risposto di non dovergli fare “il censimento delle armi del nostro Paese” e che come Italia “dobbiamo supportare un Paese nella legittima difesa”.
Ci chiediamo dove fosse quando il parlamento italiano, il M5S è al governo, come Salvini e tutti gli altri che adesso contestano ad uso elettorale, votavano l’invio delle armi all’Ucraina – con data di scadenza al 31 dicembre 2022, che non è proprio dietro l’angolo.
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(28 aprile 2022)
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