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Caro Direttore, c’era una volta il Granducato di Parma oggi Sceriffato di Casa

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di Marco Maria Freddi #CaroDirettore twitter@parmanotizie #Politica

 

Caro Direttore,

c’era una volta il Ducato di Parma, oggi, deduco dalle esternazioni dell’assessore Cristiano Casa viviamo nello Sceriffato di Parma.  Ho denunciato molte volte l’esistenza di un problema di democrazia in Consiglio Comunale, mancanza del valore dell’istituzione Consiglio Comunale.

Questo, non dovuto a particolare ostilità verso le istituzioni ma dovuta solo a mancanza di cultura politica e bisogno di umanissima autoreferenzialità, ma che già vivessimo in uno Sceriffato sembra davvero eccessivo anche per me.

La mia posizione sulla legalizzazione di tutte le sostanze stupefacenti è conosciuta, come conosciuta è la mia posizione circa la presenza delle forze dell’ordine nelle scuole con i cani antidroga, così come ho sempre ritenuto ridondante la retorica sugli arresti degli spacciatori, tutte questioni che qui non riprendo per motivi di spazio.
Ho sempre sostenuto che il consumo delle sostanze stupefacenti sia un problema sanitario e non criminale e per questo, da sempre, sostengo le lotte per la legalizzazione, per il governo del fenomeno del consumo che oggi, grazie alle posizioni dei tanti Cristiano Casa, è libera ed accessibile a tutti e grazie alla non-legalizzazione le mafie prosperano ed investono in attività economiche legali.

Ed è inutile sottolineare che se gli spacciatori di sostanze vendono morte – ben 334 morti nel 2018 – al loro pari dovrebbe denunciare i commercianti che vendono alcolici – 43mila morti all’anno – e i tabaccai, poiché le morti per tabacco in Italia sono 90mila all’anno.

Ma tutto questo, l’assessore dello Sceriffato di Parma già lo sa.

Detto questo, non vuol dire che non riconosca l’importanza del ruolo delle forze dell’ordine e del rispetto delle leggi anche quando non ritenute giuste.

A differenza di chi usa sempre i casi di cronaca per speculare politicamente e fare retorica, riconosco l’importanza del ruolo delle forze dell’ordine anche quando scoppiano casi come Piacenza o accadono casi di violenza nelle carceri o in caserma, o peggio, muoiono giovani come Stefano Cucchi o Federico Aldrovandi, ma sono convinto e credo che chi per legge può esercitare la forza debba avere ancor più senso della misura, rispetto della vita, delle leggi e della costituzione.

Ma questo non è il punto.

Nello Stato dello Sceriffato dell’assessore, un consigliere che chiede conto dell’operato di un delegato comunale pagato con i soldi dei contribuenti è lesa maestà, un oltraggio al Re, nel mondo che ancora mi illudo di vivere, in una democrazia liberale, le istituzioni si rispettano e mio diritto è chiedere conto all’assessore dell’operato del suo collaboratore e dovere, meglio obbligo dell’assessore, è quello di rispondere e rispondere nel merito.

Mi auguro non si limiti a superbi e mirabolanti racconti mitologici o retoriche narrazioni di eroismo ma che descriva uno ad uno, i compiti assegnati nel 2017 e i risultati sin qui raggiunti.

Non c’è tema che ritengo scivoloso, mi trovo molto bene in tutti i luoghi scivolosi, dove ipocrisia e retorica abbondano ed è proprio quello il luogo dove misurare visioni politiche da cui derivano le scelte amministrative e pertanto il luogo dove i cittadini devono orientarsi per votare nelle occasioni elettorali.

In un paese dove i reati sono in costante calo dalla metà degli anni ’90, la sicurezza non può essere solo intesa nel non vedere spacciatori per strada, gli amministratori devono risposte alle lecite paure dei cittadini, paure che spesso sono solo percezioni dovute alle enfatizzazioni dagli avvelenatori dei pozzi di professione, ma affermare che la città è più sicura perché non si vedono spacciatori in viale Vittoria è prendere in giro i cittadini.

E anche tutto questo, l’assessore dello Sceriffato di Parma già lo sa.

Hai realizzato il programma di Paolo Scarpa, caro Cristiano, i patti di collaborazione con Polizia di Stato e Carabinieri per combattere lo spaccio, insomma la creazione di una centrale operativa antispaccio a cui si aggiunge la lungimirante e colossale idea della segnalazione dei consumatori, insomma, una visione, la tua, di società paternalistica e delatoria che sottrae risorse umane di polizia municipale alla città per doppiare ciò che le forze di Polizia dello Stato già fanno.

Caro assessore, caro Cristiano, di do un consiglio non richiesto.

A brandire rosari, bibbie e pistole sono più bravi coloro che sono lontani da una visione di società aperta. Come sai, alcuni partiti che si riconoscono nei principi liberali democratici, socialisti, europeisti e ambientalisti, da oltre un anno si ritrovano per condividere progetti e proposte da offrire al prossimo candidato Sindaco di Parma, Sindaco che mi auguro senta di vivere una città libera, democratica e non in uno Sceriffato. Il tuo giro sta per finire, le tue carte le hai giocate e ai posteri il valutare i superbi e mirabolanti racconti mitologici, retoriche narrazioni di eroismo o i risultati, quelli veri.

 

(21 ottobre 2020)

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