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Caro Direttore… da oggi, siamo tutti più liberi

di Marco Maria Freddi #CaroDirettore twitter@parmanotizie #LiberamenteRadicale

 

Caro Direttore,

da oggi, siamo tutti più liberi.

Come era prevedibile, la storica sentenza della Consulta sul suicidio assistito ha generato diversi malumori nel mondo cattolico e conservatore.

Il segretario generale della CEI, monsignor Stefano Russo, ha parlato di “cultura della morte e perdita del lume della ragione” mentre il commento, il racconto del segretario della Lega, è una semplice distorsione della realtà: “Sono e rimango contrario al suicidio di Stato imposto per legge”, nonostante nessun testo di proposta parli di obblighi o imposizioni ma si sa, di racconti falsi e menzogneri il partito dell’odio alimenta i cittadini.

Poi ci sono i messaggi allarmisti e fuorvianti degli ultracattolici “Pro Vita & Famiglia”, i conservatori dell’incontro di Verona per intenderci, già famosi per i loro legami con l’estrema destra italiana ed europea, ora energicamente impegnati nell’ennesima battaglia contro un diritto, questo sì, fortemente voluto e sentito dalla stragrande maggioranza dei cittadini italiani.

La decisione della Consulta in realtà, come già avviene in molti altri Paesi che risentono meno delle interessate influenze della Chiesa, ha semplicemente stabilito che i malati terminali che coscientemente e liberamente abbiano deciso di morire, potranno farlo accedendo alle cure palliative e saranno assistiti verso la morte.

In caso di assenza della capacità di intendere, il suicidio assistito si potrebbe applicare solo a quei pazienti che abbiano firmato una forma giuridicamente valida di testamento biologico. L’irreversibilità della malattia e l’insostenibilità delle sofferenze in questi casi, dovrà essere valutata da una struttura pubblica del Servizio sanitario nazionale, sentito il Comitato etico territoriale.

Ma la netto dei commenti pro o contro, ciò che più colpisce è l’assenza della politica, la mediocre ed ordinaria politica che non si occupa dei diritti fondamentali delle persone, delle vite del quotidiano delle persone e proprio perché ciò non accade, la distanza tra eletto e cittadino, tra le istituzioni ed il cittadino, è e sarà sempre più grande.

Nel 2013 abbiamo presentato in Parlamento una proposta di legge di iniziativa popolare denominata #EutanasiaLegale e da allora, nonostante la conferma di recenti sondaggi dicano chiaramente che oltre il 70% dei cittadini vogliano regolamentare Eutanasia e il Suicidio Assistito, i parlamentari di tutti gli schieramenti hanno, giorno dopo giorno, evitato qualsiasi discussione e neppure di fronte alla richiesta della Consulta hanno sentito la responsabilità di discutere un testo di legge.

E’ arrivato il momento che il Parlamento si assuma la responsabilità di approvare una legge che regolamenti l’#EutanasiaLegale, una legge rigorosa che permetta a tutti noi di decidere liberamente della nostra vita e della nostra morte.

Ringrazio l’Associazione Luca Coscioni, Marco Cappato, Fabiano Antognani ed i tanti militanti e sostenitori coraggiosi che hanno lottato per questa battaglia, così come ringrazio nuovamente i cittadini parmigiani – oltre 2000 – che nel 2013 hanno firmato il testo di legge #EutanasiaLegale.

 

(28 settembre 2019)

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