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“Caro Direttore…” di Marco Maria Freddi: La guerra alla droga continua, nonostante i morti …

di Marco Maria Freddi #CaroDirettore twitter@parmanotizie #LiberamenteRadicale

 

Caro Direttore,

la sanguinosa guerra alla droga causa migliaia di vittime ogni anno: ultimo episodio l’orrendo e misterioso massacro di una famiglia di mormoni americani, almeno nove tra cui sei bambini, nel nord del paese.

Di tutta risposta il presidente USA Donald Trump, ha ri-proposto di intensificare la guerra ai cartelli iniziata dal presidente Richard Nixon nel 1971 e questo, nonostante il conclamato fallimento della quarantennale War on Drugs.

Tragico ed insopportabile è che i turisti in Messico possono percorrere chilometri di spiaggia bianchissima costeggiata da palme, o visitare le affascinanti rovine Maya, senza accorgersi dei corpi appesi ai cavalcavia e delle teste umane mozzate lanciate sulle piste da ballo”, scrive Fabrizio Lorusso nel suo libro “NarcoGuerra”.

Nel paese latino-americano ogni 40 minuti viene assassinata una persona, mentre ogni due ore un’altra scompare nel nulla.

Ben più grave del Messico la situazione in Colombia, Venezuela ed Honduras e tale dramma sociale è aggravata paradossalmente da quella che doveva esserne la cura: la politica statunitense della war on drugs ideata per contrastare il commercio degli stupefacenti alla fonte.

Mentre non passa giorno che in città non si parli di “cavallini” come se questo fosse il problema, come se il terminale di un fenomeno fosse la causa, appare come un’illusione il tentativo di informare i cittadini della realtà.

La sensazione è che della realtà nessuno sia interessato, più forte ed invalicabile è il muro ideologico che vede nelle “droghe”, nel suo abuso, una sostanza diversa da altre, diversa dall’alcol e dal suo abuso.

La Direzione Nazionale Antimafia, in base ai dati in suo possesso, ribadisce che legalizzare ridurrebbe i guadagni della criminalità organizzata e libererebbe risorse per combattere altri crimini. Alcuni rappresentanti della politica affermano il contrario, ma non hanno altre pezze d’appoggio se non l’ideologia e nonostante il dato di realtà, di legalizzazione in città o nel Paese non se ne parla.

La via della legalizzazione non è la soluzione di tutti problemi ma è l’unica vera via per il contenimento del fenomeno, per il suo controllo e per poter contrastare l’abuso – poiché sostanza/e legali – con politiche che vincono sul piano culturale.

 

 

(7 novembre 2019)

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