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Parma. Se l’informazione punta sulla “violenza” di oggi intervistando il Sindaco che governava lustri fa
di Redazione Gaiaitalia.com Parma Molto difficile credere al 100x100 al servizio che l'ammiraglia Mediaset ha confezionato ad uso... →
L’insipienza con cui il caro Priamo Bocchi e sodali, commentano l’originale [sic] immagine* postata con sprezzo di ogni umanità e a guisa di lotta politica [sic] sul profilo ufficiale Facebook (a proposito, la foto ci risulterebbe segnalata, poi vedano loro) è sconcertante. Dico insipienza poiché manca sempre del dato di realtà, si ferma al semplice scherno razzista, non va alla radice del problema e non prova a dare soluzioni.
Riporto un estratto di un recente articolo di Francesco Costa, giornalista del Post, per provare a dare contenuto alla simpatica immagine o alle schernite danze tribali a Parma:
I porti sono aperti. I migranti continuano a sbarcare, sia con le navi delle ong che con le ignorate e ben più preoccupanti imbarcazioni delle mafie. La gran parte delle norme dei “decreti sicurezza” sugli sbarchi si è dimostrata inapplicabile. Le navi delle ong che salvano dei naufraghi possono raggiungere i porti italiani ignorando i divieti, persino forzando i blocchi: i comandanti vengono scagionati, i sequestri vengono annullati. Nel frattempo nel Mediterraneo si muore come e più di prima, gli accordi bilaterali per i rimpatri non esistono, anche i magistrati più ostinati si sono arresi all’inesistenza o all’indimostrabilità di legami tra le ong e i trafficanti. I fatti di questi giorni dimostrano una cosa sola: la strategia messa in atto da Salvini per fermare gli sbarchi si è rivelata fallimentare. Magari ci avete sperato, ma lo state vedendo anche voi: non ha funzionato. Oggi la realtà ha presentato il conto: davanti alla sua conclamata impotenza “l’uomo forte” frigna dicendo che lo hanno lasciato solo, e cerca qualcuno a cui dare la colpa del suo clamoroso fallimento”.
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Ho scritto insipienza poiché l’unica strada che abbiamo intrapreso è quella del governo del fenomeno – inarrestabile – sia a livello interno che a livello europeo. Internamente, l’Italia si è distinta nella costruzione di un sistema di accoglienza ed integrazione, gli Spar, che sono gestioni pubbliche e rendicontate, che avrebbero potuto superare il sistema in emergenza gestito dai Cas e dalle Prefetture, che a volte si è reso protagonista di episodi discutibili.
La domanda è perché il decreto “sicurezza #1” che è semplicemente un decreto anti-immigrazione, abbia smantellato gli Sprar, che hanno funzionato, a favore dei Cas che spesso non hanno adempiuto al loro mandato. Poi c’è il livello internazionale, Europeo, dove un Paese forte – non urlante e schizofrenico – forte della costruzione di un sistema interno presenta con autorevolezza una proposta di modifica del trattato di Dublino e magari, data l’autorevolezza, chiede con forza che il fenomeno immigrazione diventi materia comunitaria, materia che possa avere un commissario ad hoc che si occupi di mediterraneo.
Comunque la vediamo, non vi è altra strada se non quella della politica, una politica che non sia quella dei ghigni truci e delle dirette Facebook ma autorevole, che partendo dall’analisi della realtà trovi soluzioni. Magari anche applicabili.
*magari avreste preferito vederla in corpo d’articolo, la foto della quale M.M.F. ci parla, ma immagini di quel tipo non avranno mai cittadinanza su questo quotidiano, per la foto e per lo squallore dell’uso che se ne fa…
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