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HomeCopertina ParmaL'Isola di Epstein, isola degli Orrori: quando il potere diventa Legge

L’Isola di Epstein, isola degli Orrori: quando il potere diventa Legge

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di Marco Maria Freddi
Il caso Epstein è l’incarnazione moderna dei cerchi di Salò che Pasolini ritrasse nel suo film Salò o le 120 giornate di Sodoma. Oggi parliamo di come i potenti creano spazi di “non-diritto”. Nel film, l’élite si chiude in una villa per commettere atti di violenza estrema; esattamente allo stesso modo, nel caso Epstein, politici, imprenditori e membri della realezza europea accorrevano alla sua isola privata o alle sue mansioni per creare una geografia dell’impunità.
Spazi in cui la legge dello Stato resta sospesa e regna solo la volontà del padrone.

Eppure, ciò che terrorizza non è solo Epstein in sé, ma l’intero cerchio complice che lo circondava, uomini di potere che, come già Pasolini aveva profetizzato, si proteggono mediante il silenzio per conservare il proprio status. Le vittime diventavano moneta di scambio per rinsaldare legami tra potenti, esattamente come nella pellicola di Pasolini, con l’unica, tragica differenza che la realtà supera sempre la finzione.
Ma c’è di più. Su tutti i social network circolano video girati nella villa di Epstein, decine di bambine ben vestite, pettinate, sorridono o posano tra le braccia di uomini senza dignità. Immagini che gelano il sangue, che mostrano una normalità aberrante, una violenza istituzionalizzata e fotografata come fosse un ricordo di vacanza.

Il caso Epstein porta a una conclusione politica ineludibile che l’accumulazione di ricchezza è intrinsecamente corruttiva, e l’unica soluzione è la redistribuzione. Quando qualcuno accumula tanto potere, tanta ricchezza da poter comprare giudici e silenziare media, il limite del morale scompare. L’impunità non è solo una questione legale, è anche mentale, I potenti finiscono per credere che i propri desideri siano leggi naturali. Pasolini predisse che il capitalismo estremo ci avrebbe condotto a una mutazione antropologica dove consumo e piacere diventano nuove religioni. Ma se il potere si distribuisce orizzontalmente, l’impunità svanisce. La democrazia reale esige che nessuno sia così povero da dover vendere la propria dignità, e nessuno così ricco da poter comprare quella degli altri.

Eppure, mentre scrivo, una domanda mi assale con una forza che toglie il respiro: come potevano tante bambine essere su un’isola di depravati? Dove erano i loro genitori? Erano conniventi? Ignoranti? Semplicemente piegati da un potere che trasforma l’orrore in opportunità? O forse, e questo è il pensiero che non dà pace, sapevano, e hanno guardato dall’altra parte, hanno firmato, hanno incassato?
L’isola di Epstein non era solo un luogo fisico, era lo specchio di una società dove la disperazione e l’ingordigia si incontrano, dove la dignità umana ha un prezzo, e a volte quel prezzo è terribilmente basso.
Per riflettere, una frase di Pasolini: “Niente è più anarchico del potere. Il potere fa ciò che vuole e ciò che il potere vuole è completamente arbitrario”.

 

 

(12 febbraio 2026)

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