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La banalità del male e l’innocente moralismo della sinistra cattolica nella maionese del Sindaco… di Marco Maria Freddi

di Marco Maria Freddi #Politica twitter@paranotizie #Parma

 

E così la commissione consigliare di ieri sera ha svelato le posizioni dei compagni, dei sovranisti patrioti eredi del fascismo e della maionese impazzita rappresentata dal gruppo del Sindaco. I compagni, premettendo sempre che “nessuno mette in dubbio l’indiscussa qualità dei servizi di Svoltare”, sapete, la tipica frase delle scuse non richieste “non sono razzista ma…” e, appunto, dopo la premessa comune non richiesta e qualche dotto e raffinatissimo richiamo legale, i punti che inchiodano l’amministrazione alle sue responsabilità sembrano essere lo scandaloso proseguire di rapporti con la “famigerata” cooperativa e la certezza granitica dei compagni che le tante iniziative assegnate alla “delinquenziale” attività sul territorio ha impedito a tante altre, meritevoli, quarantennali associazioni del terzo settore del territorio di poter impegnarsi e crescere.

Già, chissà perché è accaduto …

Le risposte le trovate nel post dell’amica e collega Nadia Buetto: Giovanni – un nome a caso per salvaguardare la privacy come richiesto dall’onestissimo e patriottico partito della Lega – è una persona italianissima, bianca e cristiana, che non trova soluzioni da anni. Non accetta aiuti dai servizi comunali, psichiatrico, non trova aiuti nella quarantennale tradizione di accoglienza parmigiana, né cattolica, né laica, neppure riesce ad avere risposte da servizi psichiatrici territoriali semplicemente incapaci di costruire progetti comuni con i servizi sociali comunali, i servizi territoriali della lunga tradizione psichiatrica parmigiana. Come Giovanni, sono circa trentacinque le persone nelle stesse condizioni, abbandonate da tutti, spesso malati psichiatrici, tutti a rischio daspo urbano per la felicità della lega, delle destre e dei sostenitori traversali di pseudo-sinistra.

Trentacinque persone accolte da Svoltare, alcune accolte da Don Umberto Cocconi per il resto, la decantata tradizione parmigiana, cattolica e laica semplicemente se ne disinteressa, non risponde alle richieste dei servizi del comune, attende, attende il prossimo daspo, la galera come soluzione per mantenere pulito il buon tessuto della città.

Per l’onestissimo partito patriottico della Lega, la questione è solo ideologica, non è interessata ai poveri figli di poveri, alcuni di questi poveri sono addirittura “clandestini”, tantomeno è interessata allo spirito di Simone Strozzi. L’unico vero interesse è mantenere alto lo scontro su l’unico tema che può in qualche modo far cassa mediatica ed elettorale dopo i rovinosi mesi in cui il sovranismo, in Italia, in Europa e nel mondo, ha dimostrato tutta la sua debolezza, incapace di dare soluzioni se non quello di togliersi la mascherina in tempo di pandemia.

E non c’era bisogno di togliersi la mascherina per alimentare racconti d’odio ed inquinare il dibattito pubblico con mirabolanti soluzioni mentre l’Europa, la cattiva Europa, metteva in comune il debito assegnando 200 miliardi all’Italia e non c’era bisogno di togliersi la mascherina per appellare, ancora una volta, gli assistiti di Svoltare come “quei signori”, questo è tutto ciò che possono fare, la rappresentazione politica della banalità del male, sempre attuale, sempre dimenticata. La destra orfana e xenofoba, del fascismo razzista, raccolto il testimone dai compagni sul tema del proseguimento dei rapporti con la cooperativa vs associazione – come se improvvisamente si potessero mettere in strada 600 assistiti causa un inutile documento mancante e non attendere un pronunciamento del tribunale – il resto tutta discesa, tutta discesa verso il 2022, uno scontro ideologico cui compagni in salsa maionese hanno alimentato e di cui se ne assumeranno la responsabilità politica.

La maionese impazzita, la maionese che per anni ha solo discusso di fontanelle in via Del Nulla, improvvisamente diventa parte attiva in una discussione che dovrebbe essere parte della loro storia e a cui avrebbero dovuto dare risposte consci con chi si sono candidati ma che in realtà si limitano a fare la morale sul presunto documento mancante, una banalità, un’altra banalità cui attribuire un altro male, quello dell’innocente moralismo.

Tutto qui, altro non c’è.

Attenderemo il processo, attenderemo il prossimo consiglio comunale, attenderò che sansone muoia con tutti i filistei – questo è il mio auspicio – che sia posta la parola fine all’esperienza di Svoltare, con buona pace dei dipendenti dell’associazione-cooperativa, troppi per ottenere un inutile attestazione, troppi per far del bene alla città in modo disinteressato ed innovativo, nessun commissario sarà mai capace di interpretare lo spirito di Simone, al netto della quarantennale tradizione parmigiana.  Attenderemo però, che la quarantennale tradizione parmigiana, ricca di associazionismo a partire da Caritas e Ciac, si assuma il carico dei 600 assistiti e dei trenta dipendenti di Svoltare dal giorno successivo la condanna di Simone, se ne faranno carico proprio per onorare la quarantennale tradizione, dello spirito di Simone Strozzi questa città, questo quarantennale associazionismo non ha bisogno.

 

(9 gennaio 2021)

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