La musica continuerà ad accompagnare Strada del Conservatorio

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di Isabella Grassi

Ei fu siccome immobile…” è l’incipt manzoniano, e oggi 5 maggio per fortuna possiamo dire che il Conservatorio non ha dato “il mortal sospiro”.

Stamattina una bella luce e alcune timide notte uscivano dalle aule del Conservatorio Arrigo Boito di Parma, e grazie al provvedimento del TAR non smetteranno. Ha vinto il Conservatorio, ha vinto la città, ha vinto la musica ed è contento anche il Comune che ha fatto pervenire la seguente dichiarazione del prof. Michele Guerra, Sindaco di Parma: “Si chiude finalmente questa vicenda nel modo auspicato, rispetto al quale il Comune non intende procedere in alcun modo. Sono felice che il Conservatorio, che ha in corso i lavori di insonorizzazione necessari a salvaguardare sia le proprie attività che gli uffici e le abitazioni circostanti, possa proseguire serenamente la sua azione formativa e artistica. Non fosse stato così, ci saremmo adoperati per garantire continuità alla sua programmazione, come merita un luogo di tale rilevanza per la nostra città”.

Ad essere precisi il Tar ha annullato l’ordinanza, ritenuta “illegittima per difetto di competenza del dirigente alla Tutela ambientale del Comune di Parma”  che nel farlo aveva esercitato “un potere che non è delegabile ad alcuno, spettando esclusivamente al sindaco”. La vicenda nasce infatti nel 2021 in seguito ad un esposto di alcune studi legali siti in prossimità della scuola di musica e dalla conseguente rilevazione dell’Arpae,  effettuata in un momento in cui il COVID imponeva di fare lezione a finestre aperte. L’ordinanza sospesa dal TAR per permettere al Conservatorio di continuare le lezioni, pur imponendo alcune cautele, è ora stata definitivamente dichiarata illegittima e la scuola che nel frattempo ha avviato costose opere di insonorizzazione potrà riprendere l’attività anche nelle aule che nel frattempo sono state chiuse.

Marco Ferretti, Presidente del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma così ha commentato la notizia: “Apprendiamo con soddisfazione la sentenza del TAR pubblicata in data odierna. Per chiarire lo spirito con cui affrontiamo la questione, confermo che la prima telefonata è stata con il Sindaco Michele Guerra, al fine di condividere la comunicazione della sentenza agli organi di stampa. Confermo, come più volte ribadito, che il Conservatorio “Arrigo Boito” sta facendo tutto il possibile per venire incontro alle richieste degli studi legali. In questi mesi sono state portate avanti tutte le azioni possibili nel breve termine e programmate quelle a medio e lungo termine (lo dimostra la recinzione del cantiere in Via E. Duse a seguito del verbale di affidamento lavori del 14 marzo us). Tenendo ovviamente conto che l’Istituto è ubicato in un palazzo antico, sottoposto alla tutela della Soprintendenza e che qualsiasi intervento deve essere approvato da tale Ente, inoltre, gli interventi di affidamento lavori rispondono alle procedure (gare d’appalto) e alle tempistiche tipiche di una pubblica amministrazione. Detto ciò collaboreremo con il Comune per trovare anche spazi alternativi per i nostri studenti che rimangono il nostro primo obiettivo. La loro formazione, i loro percorsi di studi e le loro carriere devono essere all’altezza della storia del Conservatorio di Parma e in questa direzione continueremo ad operare.”

Anche Massimo Felici, Direttore del Conservatorio di Musica “Arrigo Boito” di Parma ha fatto pervenire le sue considerazioni: “Accolgo con sollievo la notizia di annullamento da parte del TAR dell’Ordinanza che imponeva al Conservatorio di sospendere le attività didattiche in una parte della propria sede, ritenendoci responsabili di inquinamento acustico. Terminata positivamente questa vicenda, confermo comunque il nostro impegno nel proseguire i lavori di risanamento già programmati: il Conservatorio deve essere in grado di perseguire la propria missione in armonia con la comunità cittadina, con correttezza e rispetto reciproci. Ringrazio i tantissimi che ci hanno espresso solidarietà, dimostrando affetto e attaccamento a un’Istituzione che da due secoli è un vanto della nostra città”.

Tutti felici, tutti contenti quindi, almeno le parti in causa avanti il TAR, errare humanum est e l’unico a sbagliare, ritenendo di averne i poteri, è stato il funzionario non il sindaco di allora, non l’attuale.

La vicenda iniziata dagli avvocati, finisce dunque con il mero pagamento di parcelle in favore di alcuni loro colleghi. La musica continuerà a suonare al Conservatorio, ricordando che anche gli esercizi musicali e non solo le opere riempiono il cuore e allietano l’animo.

 

(5 maggio 2023)

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