“Libretto d’Ozi” di Isabella Grassi. Settimana settima

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di Isabella Grassi #librettodozi

Eccoci alla settima settimana di Spazi d’Ozio, che ha visto la scorsa settimana arricchirsi dell’anteprima di uno spettacolo in divenire di due danzatrici che si sono ritrovate dopo tanti anni, siete curiosi di scoprire insieme gli appuntamenti  e la frase della settimana? Attendete solo un attimo che prima parliamo di quello che abbiamo scelto per voi e leggiamo insieme la puntata di A Telefono Spento.

AZIONE era la parola scelta per lo spettacolo di danza. Azione ma anche attesa, azione ma anche reazione, azione ma anche unione. I tre momenti che hanno composto questo spettacolo hanno visto andare in scena tutti questi significati.

Ecco quindi che da un avvio di attesa, di scoperta, di ricerca, grazie anche alla curiosità del pubblico, a due dadi che volevano essere tirati, e a un’oca che se ne stava su un albero in completo relax, le due danzatrici Nicoletta Cabassi e Loredana Scianna, dapprima ognuna per conto suo poi, con uno spaccato della rivista del secolo scorso, si sono avventurate in perfetta simbiosi e hanno trattenuto il pubblico che le ha più volte richiamate in scena.

L’oca è rimasta spettatrice, unica a non essere coinvolta, regina nel suo castello sull’albero della vita. Azione, reazione e attesa. Non ci resta che attendere per scoprire come si svilupperà questo spettacolo ancora in fase di studio, consapevoli al momento ha già creato un’ottima reazione di pubblico. Lasciamo pertanto agire le danzatrici perché portino al pieno sviluppo la coreografia fin qui creata. E’ stata una serata dove il pubblico ha partecipato, qui immagini e video e la settima puntata di “A Telefono Spento” di Giovanni Bertani, con il suo sguardo particolare, quasi alieno e quasi perso nei frammenti da ricomporre e nella ricerca del tutto.

A telefono spento
(SETTE)

Ti senti nella trappola del gioco dell’oca. Partenza e ritorno sempre nello stesso punto, senza via di scampo.

Tira lo scirocco e sei debilitato. Chi non lo sarebbe?

Un cielo caldo e stanco, un villaggio universale dal quale non si esce. Cammini per le strade. Piastrelle come una scacchiera e uomini come pedine che si spostano agli ordini impartiti.

Gli alieni ti hanno preso, ci hanno preso. Sei un numero senza più nome. Cerchi una ridotta sotto il sole, un forte dentro cui rifugiarti. Ormai sei preda di questo delirio dell’estate e hai bisogno di un rifugio, stanco di girare a vuoto.

Vai alla sera al solito posto e c’è il tuo amico che scrive cose senza senso sui suoi amici alieni.

«Non è il vento di scirocco» ti dice, «sono i 5G che prendono le nostre forze. Usano quelli per intrappolarci».

«Emma dov’è? Ne sai niente?».

«Lei è speciale» ammette.

Una da bottiglia di spumante stappato con un colpo di pistola.

A casa lei non c’è più. E’ strana e straniante. Così desiderabile eppure non si sa mai dove sia, dove possa essere.

Non c’è niente da fare. Certe cose non le capisci quando il tempo è migliore, figuriamoci quando c’è così caldo. Forse lei adesso è in Inghilterra a mescolare in senso antiorario il tè al suo migliore amico.

Che non sei tu, anche se l’hai sempre sognato.

La cerchi, ma trovi dell’altro, come sempre. Due donne al parco girano intorno a un albero, ma non si vedono perché girano simmetriche, a scatti. Automi che non sanno di esserlo. E gli spettatori che osservano e applaudono.

E’ una danza senza senso, come certi giorni che si susseguono sempre uguali. Almeno quando eri piccolo andavi via e cambiavi aria. Qui l’aria è sempre quella: un sogno antico.

«Tutto quello che volevamo era diventare vecchi e sederci da qualche parte a raccontarci le nostre avventure».

«Andare in Inghilterra, fare gli agenti segreti e scappare per essere imprigionati. Un luogo da cui partire senza mai ritornare. Ci è riuscita bene solo la seconda parte».

Torni a casa. Macerie e pattumiere ammassate nella notte e nessuno che fa niente. Chi è stato è scappato, in preda a questa follia chiamata estate. Non sei l’unico in delirio, ce ne sono anche molti altri come te. Quello che non c’è sono gli spazzini.

Quello che non c’è è il senso delle cose.

Quello che non c’è è un forte dentro cui rifugiarsi a sognare di quando eri bambino e tutto quello che volevi era diventare vecchio per raccontare le tue avventure.

Un gioco dell’oca senza scampo.

Sfogliamo insieme cosa ci riserva la settimana, interamente dedicata alla famiglia e all’amore, e scopriamo insieme le parole chiave che vi sveleranno la frase finale:


27 luglio – ore 21.30

“Asino chi?” – Spettacolo per famiglie con Mirko Corradini ed Emilia Bonomi. Estroteatro
“Se la sera non riesci ad addormentarti esistono molti rimedi per chiudere gli occhi e aprire la porta del regno dei sogni. Puoi cantare una ninnananna. Ma se sei stanco e non vuoi svegliare i vicini, non rimane che una soluzione: dammi tre parole, e inventerò una storia per farti addormentare. Va bene qualsiasi cosa: asino, leone, grotta! Ed ecco che le tre parole danno vita alle più belle favole di Esopo, e le favole si trasformano in uno spettacolo. Prima di andare a dormire, ascoltare una storia può essere più divertente che contare le pecore”.

Questa la presentazione dello spettacolo per bambini a partire dai quattro anni che apre la settimana. Le favole della buona notte sono un ricordo che tutti abbiamo, al quale forse nessuno di noi vuole rinunciare. Ecco un buon motivo per andare a vedere lo spettacolo.
FAVOLE la parola dello spettacolo.

28 luglio –  ore 21.30

“Voglio essere incinto” – Spettacolo di prosa con Mirko Corradini. Estroteatro
Dopo aver cercato di fare addormentare i bambini, torna questa sera Mirko Corradini che con questo spettacolo si occuperà del momento antecedente alla nascita dei bimbi, e dei sintaomi quali nausea, vomito, voglie e aumento di peso fino alle doglie, ma visti dalla parte non delle future mamme, ma da quella dei  compagni delle donne incinte.  Ecco quindi che questo spettacolo ci parlerà della “sindrome della Couvade”, ma con un occhio e un orecchio teatrali.  Voglio essere incinto è l’ultimo spettacolo de La trilogia degli affetti, trilogia che ha debuttato con Big Fish ed è proseguita con My Life.

MAMMA  la parola della serata.

 29 luglio – ore 21.30

“Dietro l’angolo – vetrina delle compagnie del territorio” – “Comoedia” – di e con Gian Marco Pellecchia
Ritorna la Commedia dell’arte, con Marco Pellechia, artista pluripremiato  con il quale partendo dal cliché tipico della Commedia dell’Arte  per il quale  l’amore dei giovani viene osteggiato da vecchi padri o arroganti potenti, si diverte ad introdurre contaminazioni contemporanee e personali per ridere di noi e per ritrovarci in situazioni e comportamenti «eternamente» umani.

Un modo per guardare al passato ma pensando al futuro.

VITA la parola dello spettacolo.

30 luglio – ore 21:30

“La bella e la bestia” – Spettacolo per famiglie con Alessandra ed Emanuela Sciancalepore. Arterie Teatro/Tieffeu

“La vera bellezza risiede nell’animo” e se la  Bestia nell’immaginario comune è un Mostro, questo spettacolo fa porre degli interrogavi su cosa sia un Mostro. La favola è nota, ma Sciancalepore si prefigge con la sua interpretazione di “portare il pubblico ad identificarsi con il Diverso, provando per lui affetto e simpatia, sino a desiderarne la Felicità.”

DIVERSITA’   la parola dello spettacolo.


Tutti gli eventi saranno presso il Centro Giovani Federale di Via XXIV Maggio a Parma, per la rassegna Spazi d’Ozio del Teatro del Cerchio. La prenotazione è OBBLIGATORIA tramite sms o whatsapp al numero 351/5337070 oppure alla casella di posta prenotazioniteatrodelcerchio@gmail.com e l’ingresso è a OFFERTA LIBERA.

La frase della settimana è dunque: Le FAVOLE che racconta la MAMMA preparano alla VITA e alla DIVERSITA’. Seguiteci in questo viaggio.

 

 

(27 luglio 2021)

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