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Per i leghisti Cavandoli e Campari la violenza sulle donne “preoccupa”. Se ne sono accorti

di Giovanna Di Rosa #25Novembre twitter@parmanotizie #Maiconsalvini

 

Siamo tra i fortunati ad avere ricevuto l’illuminante, più che luminoso, comunicato stampa ad uso 25 novembre della On. Laura Cavandoli e dell’altro On. Maurizio Campari, leghisti di acciaio, che improvvisamente scoprono che esiste la violenza sulle donne. E predicano buone leggi da un partito che quando può farle fa cadere i governi da una spiaggia a suon di mojito.

Citano ad uso propagandista un “tentato omicidio a Parma”, che chiamarlo femminicidio fa troppo sessismo, “uno stupro di gruppo nel lecchese, l’omicidio di una giovane ragazza incinta in Sicilia” e citano, dopo avere detto assai poco – è ciò che succede a coloro che dicono troppo quando ci sarebbe bisogno di stare zitti –  “solo gli ultimi casi in ordine di tempo di un fenomeno che” bontà loro, “preoccupa”. I due parlamentari leghisti scoprono, in occasione del 25 novembre, né prima né dopo, che “i numeri della violenza sulle donne” dicono “che c’è ancora molto da fare per sconfiggere il fenomeno”.

Chi meglio di una parlamentare e di un parlamentare leghista potrebbero fare qualcosa, invece di scrivere propagandistici comunicati stampa fini a sé stessi, fare qualcosa per arginare il fenomeno utilizzando, magari, lo strumento delle proposte di legge?

CavandoliCampari si soffermano poi non solo su “percosse, stupri e omicidi, ma anche condotte che spesso non vengono neppure denunciate come persecuzioni, stalking, segregazioni, minacce, umiliazioni”. Si avrebbe quasi l’impressione che si siano dimenticati di una legge, nota come Codice Rosso, unica legge decente votata dal loro governo caduto da una spiaggia a suon di mojito.

Poi l’affondo su Parma, a dimostrazione che il comunicato stampa è sincero come un coccodrillo quando piange, ed è strumentale ad un attacco alla città ed al suo governo con l’affermazione: “Per una donna è violenza anche l’aver paura a fare due passi da sola al buio come ben sa chi abita in certi quartieri delle città, Parma compresa”.

Poi l’annuncio, relativo al Codice Rosso che Cavandoli e Campari sanno che “non basta“, così informano la clientela, nel senso di elettori e fan, che “in Parlamento abbiamo approvato una mozione che prevede diversi interventi dalla formazione specifica per le forze dell’ordine, al sostegno per le vittime di violenza, al potenziamento della rete sociale di sostegno, alle misure di prevenzione, ai percorsi di assistenza psicologica sia per chi i reati li subisce che per chi li compie” perché il compito della “politica è di fare buone leggi”. Ecco. Appunto. Soprattutto da parte di quei partiti che gridano dal governo per 18 mesi senza fare niente e poi fanno cadere quel governo da una spiaggia a suon di mojito.

E davvero, in chiusura, ci vuol coraggio a pontificare di difesa delle donne dopo ciò che è stato scatenato dai fans leghisti e dagli odiatori di professione sulla pelle della Senatrice Liliana Segre.

 

(25 novembre 2019)

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