Una giornata intensa di sopralluoghi e confronti tecnici ha interessato il territorio parmense, focalizzandosi su uno dei temi più urgenti per l’agenda politica regionale e locale: la sicurezza idrogeologica. La Sottosegretaria alla presidenza della Regione con delega alla Protezione civile, Manuela Rontini, ha infatti effettuato diversi incontri per fare il punto sui principali cantieri aperti e sulle criticità che ancora minacciano la viabilità e il tessuto produttivo della provincia.
Ad accompagnarla, il consigliere regionale Andrea Massari, insieme ai vertici dell’Agenzia per la Sicurezza Territoriale e la Protezione Civile, di AIPo e della Provincia di Parma.
Tra montagna e pianura: il punto sulle frane
La visita della sottosegretaria è partita da un incontro nella sede della Provincia di Parma per fare il punto insieme a sindaci, rappresentati istituzionali e tecnici dell’Agenzia territoriale di Protezione civile sui principali movimenti franosi attivo sull’Appennino parmense. La priorità resta quella di garantire i collegamenti stradali a rischio, in particolare sulla strada provinciale 28 a Bardi e sugli smottamenti della SP 84 in corso a Corniglio. Successivamente, Rontini con il consigliere Massari ha incontrato i sindaci di Roccabianca, Fontanellato, Sissa Trecasali e fatto il punto anche su San Secondo Parmense, affrontando caso per caso la sicurezza di alcuni nodi idraulici lungo i torrenti Stirone e Taro e del reticolo minore.
Il focus sul fiume Taro e l’Interporto
Uno dei momenti chiave della giornata si è svolto sull’argine del fiume Taro, al CEPIM Interporto di Parma, il terzo insediamento logistico del Paese e il settimo in Europa. Rontini ha visitato l’area dove sono stati ultimati i lavori di difesa spondale finanziati dalla Regione ed eseguiti nel 2020 da AIPo e dove sempre AIPo sta eseguendo ulteriori opere di difesa idraulica sul lato del Comune di Parma. Si tratta di interventi che necessitano di un completamento per arrivare a una protezione completa e definitiva di un’area strategica per l’economia regionale.
(1 febbraio 2026)
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