Home » Caro Direttore... » “Caro Direttore…” di Marco Maria Freddi: il punto è che “siamo tutti Italsider…”

“Caro Direttore…” di Marco Maria Freddi: il punto è che “siamo tutti Italsider…”

di Redazione #Italsider twitter@parmanotizie #LiberamenteRadicale

 

Caro Direttore,

l’italica regione d’Europa si caratterizza per le sue scelte poco lungimiranti – sin dalla nascita della Repubblica – scelte superficiali che del dato ideologico si sono fatte paladine e meno, molto meno, del rispetto delle generazioni che si sarebbero succedute sin dal dopo guerra.

Due su tutte e certo non le uniche: garantire le pensioni a 45 anni nel settore pubblico ed immaginare di costruire un’acciaieria nell’area di mare più bella d’Italia.

Ma rimaniamo all’attualità.

La notizia è che i ministri Patuanelli, Gualtieri, Provenzano, Speranza e Bellanova hanno incontrato i vertici di ArcelorMittal a Palazzo Chigi insieme al premier Giuseppe Conte, mentre la proprietà ha già avviato le procedure per la retrocessione dei rami d’azienda, che di fatto restituisce gli impianti e rimette le sorti degli oltre 10mila lavoratori nelle mani dello Stato, per meglio dire nelle mani, a carico delle generazioni più giovani, caso non diverso dal dossier Alitalia.

Attribuire tutte le responsabilità dell’accaduto all’attuale governo mi sembra eccessivo, scudo o non scudo, le scellerate scelte risalgono al 1961 quando le Acciaierie di Cornigliano si fondono con l’ILVA, Alti Forni e Acciaierie d’Italia, dando vita alla azienda di stato Italsider nel 1964.

Da allora ad oggi, partiti e cattiva gestione, sono riusciti a far crollare l’ex gigante della siderurgia europea, e questo al netto dell’illusoria scelta che l’area di Taranto fosse a vocazione metallurgica e non agricola, culturale e turistica.

E così, nel recente passato, dopo 5 governi e 4 commissari, nel 2018 sul finire della legislatura del governo Gentiloni, Arcelor Mittal prende in mano il timone dell’ex Italsider-Ilva con l’obiettivo di rilanciare il polo tarantino nonostante le centinaia di morti che il sistema paese ha sulla coscienza.

Non stupisce allora che ancora oggi siamo il paese della quota 100 e del reddito di cittadinanza, che ancora oggi i più “avveduti” politici, i più acclamati, siano capaci ed abbiano il coraggio di indicare continue cause fuori da noi.

Siamo tutti Italsider, siamo le pensioni ai 40enni, siamo tutti Alitalia e tanto ci piacciono i politici scomposti, quelli dei pugni sul tavolo europeo, quelli di prima gli italiani ed in mancanza di coraggio vero, di capacità di fare scelte per i prossimi 10/20 anni, cari concittadini, siate felici se i vostri figli emigrano in aree europee o del mondo più concrete, laiche e visionarie di questa triste landa italica d’Europa.

 

 

(8 novembre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 




 

 

 

 

 

 

 




Share and Enjoy !

0Shares
0 0

Commenti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: