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Fondi Regionali. Dal laboratorio alla fabbrica: 3 milioni per chi fa il passaggio

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Chi vuole il contributo del nuovo bando regionale sul trasferimento tecnologico deve arrivare alla fine con un oggetto in mano. Un prototipo funzionante o un dimostratore, non un rapporto di fattibilità o un file powerpoint. È la condizione che regge tutto il provvedimento con cui l’Emilia-Romagna mette 3 milioni di euro del Programma FESR 2021-2027 a disposizione delle piccole e medie imprese con unità locale sul territorio. Il punto di innesco è altrettanto vincolato: il progetto deve partire da un risultato di ricerca già ottenuto in università, in un ente pubblico o in un laboratorio accreditato, e portarlo in ambiente industriale. Non si finanzia la ricerca, si finanzia il passaggio.

Sul piano dei numeri il contributo a fondo perduto copre il 50% delle spese di trasferimento tecnologico e scende al 25% per lo sviluppo sperimentale, con tetto di 300mila euro per impresa. Ci sono maggiorazioni fino a 10 punti percentuali per chi assume un giovane ricercatore a tempo indeterminato o lavora con i laboratori della Rete Alta Tecnologia. Il costo minimo ammissibile è 200mila euro, il che esclude di fatto i progetti troppo piccoli: sotto quella soglia non si entra.

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Premialità anche per le aree montane, le aree interne e i territori alluvionati

Su quest’ultimo aspetto insiste il consigliere regionale Andrea Massari: «È una misura che va nella direzione giusta, non finanzia idee sulla carta, ma chiede alle imprese un prototipo funzionante e una collaborazione vera con i centri di ricerca». E aggiunge: «Molto positiva la premialità per l’assunzione di giovani ricercatori e l’attenzione alle aree montane, alle aree interne e ai territori alluvionati: l’innovazione non può fermarsi solo lungo la via Emilia».

La finestra per presentare domanda va dal 24 settembre al 30 ottobre 2026. I progetti vanno chiusi entro il 31 luglio 2028.

 

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(9 agosto 2026)

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