I carabinieri del NAS di Parma, nell’ambito delle attività di controllo finalizzate alla tutela della sicurezza alimentare e della salute dei consumatori, hanno recentemente ispezionato uno stabilimento di produzione di ghiaccio destinato al consumo alimentare situato a Parma. Nel corso dell’ispezione sono state riscontrate diverse criticità di carattere amministrativo e igienico-sanitario, a seguito delle quali l’intera attività è stata sottoposta a sequestro amministrativo, per un valore commerciale complessivamente stimato in circa 300.000 euro.
In particolare, gli accertamenti hanno evidenziato l’omessa notifica ai fini della registrazione dell’attività, nonché l’assenza della prevista S.C.I.A. commerciale. Sono inoltre emerse carenze nella gestione delle procedure di autocontrollo aziendale e la mancata evidenza di verifiche analitiche sul prodotto finito nell’ambito della valutazione del cosiddetto “rischio acqua”, specificamente riferito al ghiaccio destinato al consumo alimentare. Tali aspetti assumono particolare rilievo sotto il profilo della sicurezza alimentare, poiché il ghiaccio, al pari degli altri alimenti, deve essere prodotto, manipolato e conservato in condizioni tali da garantirne la salubrità. Un sistema di autocontrollo non adeguatamente gestito e l’assenza di riscontri analitici sul prodotto finito possono infatti impedire di verificare efficacemente la conformità microbiologica e igienico-sanitaria del ghiaccio, con il conseguente rischio di non individuare tempestivamente eventuali contaminazioni potenzialmente pregiudizievoli per la salute del consumatore.
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Per le criticità di natura sanitaria riscontrate, l’AUSL intervenuta in collaborazione con i carabinieri del NAS ha adottato specifici provvedimenti prescrittivi, finalizzati al ripristino delle condizioni previste dalla normativa. Nel corso del controllo è stata inoltre accertata l’omessa esibizione della certificazione di conformità M.O.C.A. relativa agli imballaggi utilizzati per il confezionamento del ghiaccio prodotto. La documentazione relativa ai Materiali e Oggetti destinati a venire a Contatto con gli Alimenti è necessaria per attestare l’idoneità degli imballaggi impiegati e per prevenire il rischio che sostanze non idonee possano migrare dal materiale di confezionamento all’alimento. Per tale irregolarità è stato pertanto emesso e notificato il provvedimento della diffida agroalimentare. Al legale responsabile dell’attività è stata infine contestata una sanzione amministrativa pecuniaria di 3.000 euro.
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(26 agosto 2026)
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