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Il nostro festival #Urladelsilenzio2019 si chiude a Parma il 26 e 27 gennaio con tre spettacoli

di Redazione #Urladalsilenzio2019 twitter@parmanotizie #Parma

 

 

Fine settimana di chiusura per Urla dal Silenzio 2019 il festival culturale organizzato da Gaiaitalia.com Notizie in collaborazione con Europa Teatri, Cooperativa Sociale Svoltare e con il patrocinio del Comune di Parma.

Il 26 gennaio alle 21.00 in scena Guinea Konakry, altrimenti Guinea Francese, un viaggio nel paese che molti, troppi, di noi hanno conosciuto soltanto per la crisi di ebola di qualche anno fa. Pierre Panival Bangouri ci racconta emozionante spaccato della cultura del suo paese tra tradizioni, danze, cultura e… corruzione politica, sociale, religiosa, sanitaria. Una delle vere raioni, tra le altre, per cui i giovani della Guinea Konakry se ne vanno e cercano fortuna altrove. C’è una grande lezione di storia contemporanea nel divertente monologo del bravo Bangorui. Vedere per credere.

Il 27 gennaio alle 17.00 seconda replica dello spettacolo dell’esordiente giovane e bravissimo attore Guaniou Ibrahim che lo propone al pubblico partendo dal ricordo infantile di un gioco fatto con un mucchietto di sabbia ed alcuni bastoncini. In una performance solista di rara efficacia che non mancherà di emozionare, il ventiduenne attore ci porterà su è giù per l’Africa, nella tradizione del suo paese d’origine (Ibrahim è togolese) fino ai suoi sogni di giovane adulto mutuati dallo shakesperiano Re Lear. Una prova d’attore di rara efficacia e precocità. Imperdibile per chi ha perduto la prima replica.

Il 27 gennaio alle 21.00 sarà la volta di “Cucina”, già noto a chi ci segue anche in teatro, è un percorso di lavoro teatrale pensato da Svoltare Onlus, con l’attore e regista Gigi Tapella e con la collaborazione artistica di Sylviane Onken. È un’esperienza iniziata nell’ottobre 2017 che coinvolge richiedenti asilo provenienti da Senegal, Costa d’Avorio, Nigeria, Togo, Mali, Eritrea e Guinea Conakry, cittadini Italiani appassionati al teatro e giovani attori in formazione. L’opera teatrale, attraverso la narrazione a più voci, esprime l’incontro di culture differenti e offre l’opportunità a un gruppo di vivere un’esperienza come attori e creatori di uno spettacolo: scrivendo e interpretando secondo le regole della rappresentazione. Lo spettacolo rappresenta la vita della cucina di un grande ristorante, un microcosmo sociale nel quale cuochi, camerieri e aiutanti ci parlano della difficile relazione umana con l’ambiente di lavoro. Il contesto è estremamente quotidiano, il lavoro e i ritmi sono reali e concreti così come i personaggi. Tutti hanno una storia alle spalle e un futuro da costruire, ognuno portatore di conoscenza e di tradizione da trasmettere ad un mondo, fatto di gerarchie e ingiustizie, non sempre disposto ad ascoltare. Rinchiusi nella complessa e inarrestabile macchina della cucina, inizia così un difficile viaggio, segnato da sogni, dolori e passioni. Gli attori sono costretti a mantenere nel lavoro il ritmo necessario alla preparazione della cena per i clienti… gli spettatori dello spettacolo. L’esperienza prende spunto dal testo “La cucina” di A. Wesker e lo trasforma contestualizzandolo in una profonda riflessione su questo difficile momento storico. Una esplorazione nella cultura del teatro, per creare percorsi d’inclusione attraverso nuove forme di incontro e socialità.

 

 




 

 

(25 gennaio 2019)

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