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Il pretonzolo integralista contro Federico Pizzarotti: o dell’offensiva teocratica cattofascista

di Paolo M. Minciotti #LGBTI twitter@parmanotizie #Cattofascismo

 

 

L’offensiva cattofascista scatenata da Forza Nuova contro il Sindaco di Parma Federico Pizzarotti (nella foto Ansa di Daniel Dal Zennaro) sulla questione dell’omogenitorialità non si placa con il pretonzolo di provincia folgorato sulla via forzanuovista che sferra un attacco senza precedenti contro le istituzioni, in un’invasione di campo da teocrazia degli ayatollah. Si chiama Don Rossolini l’uomo di Chiesa che pensa di guadagnarsi il paradiso, forse in terra, paragonando due donne che si amano ai cani e attaccando con ferocia il Sindaco della Città e le istituzioni laiche, immediatamente dopo l’attacco di Forza Nuova al Sindaco.

Ci va giù pesante il pretino. Afferma che Pizzarotti s fa pubblicità sulla pelle dei bambini. Nella chiesa di Don Rossolini sulla pelle dei bambini, c’hanno fatto altro. Farebbe bene a ricordarselo il buon Rossolini.

Federico Pizzarotti non ci sta. E replica con forza agli attacchi: “Don Rossolini è il prete che ha paragonato l’amore di due donne all’amore verso un cane, e oggi torna con le omelie moralistiche contro la mia sottoscrizione di coppie omogenitoriali. Lo fa accodandosi a Forza Nuova (…) attaccando l’istituzione che rappresento. Lo fa indossando la tonaca, quindi da uomo di chiesa che invade con violenza il campo laico dello Stato, delle istituzioni e della politica, chiedendo le dimissioni del sindaco. Non le dimissioni di Federico Pizzarotti, ma del sindaco di Parma, il sindaco di una città che nella sua storia non si è mai fatta mettere il cappello da nessuno”.

Don Rossolini segue l’andazzo dettato dal vescovo di Parma Enrico Solmi. Anche lui, dimentico delle storiacce di pedofilia della chiesa di Roma, si è eretto a difensore della moralità e dei minori [sic] attaccando il Sindaco dall’alto del pulpito dal quale ritiene di poter pontificare.

E’ il quotidiano Repubblica a riportare le repliche di Pizzarotti: “Un abito talare che chiede le dimissioni di un’istituzione non si è mai visto nella storia se non, forse, nelle nazioni in cui la chiesa governa sullo Stato (…) chiedo sin d’ora risposte alla diocesi di Parma e a tutte le figure che la rappresentano (…) non transigo sulla linea di confine che separa lo Stato, la politica dalla chiesa”.

Chapeau.




 

 

(9 gennaio 2019)

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