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Caro Direttore… di Marco Maria Freddi, incidenti stradali, responsabilità individuali e libertà reali o presunte

di Marco Maria Freddi #CaroDirettore twitter@parmanotizie #Parma

 

 

Caro Direttore,

notizia di oggi, una ragazza di 18 anni è stata investita sulle strisce pedonali in via Traversetolo, l’ennesimo caso di una persona investita sulle strisce pedonali. Ma al netto della dinamica o dei protagonisti dell’episodio credo tutti noi dovremmo fare una leale riflessione, riflessione che dal fatto di cronaca si sposti al quadro più ampio, quadro che guardi ai costumi – o meglio al malcostume – alla responsabilità e alla libertà individuale dei cittadini.

Ho sempre sostenuto che se c’è qualcosa che unisce i cittadini dell’italica regione d’Europa è che da nord a sud nessuno, o meglio pochissimi, si fermano alle strisce pedonali, figurarsi quando il pedone è fuori dalle strisce pedonali…

Provate a presidiare qualsiasi passaggio pedonale, dai più frequentati a quelli meno e scoprirete quanta irresponsabilità corre sulle ruote. Quando siamo pedoni attendiamo la “concessione” dell’autista, del motociclista o del ciclista per passare e a tanto diritto violato di passaggio rispondiamo, quando concesso, alzando la mano in segno di grato e riconoscente ringraziamento. Siamo la città, o meglio il Paese, che ha bisogno di vigili urbani o volontari per far attraversare gli studenti e questo, la dice lunga circa la nostra educazione civica.

Poi, da pedoni, diventiamo di tanto in tanto ciclisti, motocilisti o autisti e nulla cambia.

Se fermi al bordo della strada ad osservare un passaggio pedonale, vedremo continue ed incredibili piroette di auto che pur di passare prima del pedone, lo sfiora, ne raggira il corpo anticipando il passo, insomma, una scelta deliberata, prepotente ed irresponsabile di tanti, tantissimi autisti anche nella nostra città.

I fatti di cronaca in città testimoniano di quanta irresponsabilità, di quanti investimenti o rischio di investimento di pedoni sulle strisce pedonali si macchino i nostri concittadini quando autisti, ciclisti o motociclisti, di quante volte l’individualismo, il vedere solo la propria fretta, i propri problemi ci impedisca di lasciare il passo ad altre auto o pedoni in difficoltà.

Si torna sempre all’educazione base del convivere comune, di malcostume che non riconosciamo, che non vediamo se non in qualcun altro e di libertà e responsabilità individuale dei cittadini.

Partendo da questa riflessione, forse, qualcosa cambierà.

 

 

(15 ottobre 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 

 

 

 

 

 

 





 




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