Venticinque anni di storia, un’assemblea internazionale e un certificato che cambia le cose. Ad Altopascio, sede dell’assemblea annuale dell’Associazione Europea delle Vie Francigene, l’Emilia-Romagna ha fatto il suo ingresso ufficiale nella rete che riunisce comuni, regioni ed enti di tutta Europa lungo uno degli itinerari culturali più antichi del continente.
A ritirare il certificato di adesione dalle mani del presidente AEVF Francesco Ferrari è stato il consigliere regionale Andrea Massari, presente in rappresentanza del Presidente Michele de Pascale e dell’Assessora Roberta Frisoni. Non un semplice testimone: Massari è l’autore della legge regionale di adesione, approvata all’unanimità dall’Assemblea legislativa nelle scorse settimane, che ha reso possibile questo risultato.
“È un momento che aspettavamo e che abbiamo costruito passo dopo passo», ha dichiarato Massari. «Con questa adesione l’Emilia-Romagna sceglie di essere protagonista attiva nella valorizzazione internazionale della Francigena, portando la voce dei suoi comuni, dei suoi paesaggi e delle sue comunità all’interno di una rete europea straordinaria”.
Attorno a lui, nella sala dell’assemblea che ha visto la partecipazione di delegati da Inghilterra, Francia e Svizzera oltre che da numerose realtà italiane, si sono stretti i rappresentanti dei territori emiliano-romagnoli che la Via Francigena attraversa concretamente: l’Assessore Fiazza di Piacenza, il Sindaco Malvisi di Fidenza, Giovanelli di Medesano, Grenti di Fornovo di Taro e Acerbis di Berceto. Sei tappe, quasi 200 chilometri, dal guado del Po fino ai passi appenninici del parmense.
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La posta in gioco va oltre il turismo. La Via Francigena — millenario itinerario di pellegrinaggio da Canterbury a Roma e verso la Puglia, riconosciuta Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa dal 1994 e oggi estesa a 3.200 chilometri con la Francigena del Sud — è candidata a diventare Patrimonio dell’Umanità UNESCO. L’Emilia-Romagna siede ora al tavolo dei soci di AEVF.
“Unire i popoli europei in nome della cultura e del turismo rispettoso dell’ambiente», ha aggiunto Massari, «non è retorica: è esattamente quello che la Francigena fa da secoli, e quello che vogliamo continuare a fare insieme”.
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(24 maggio 2026)
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