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Caro Direttore, tutto si fa esattamente come prima mentre si grida “niente sarà più come prima”

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di Marco Maria Freddi #CaroDirettore twitter@parmanotizie #Politica

 

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Caro Direttore,

una delle immagini, una delle pagine più tristi di questa mia esperienza politica amministrativa l’ho vissuta durante il consiglio comunale natalizio, il consiglio del bilancio preventivo e nella riunione capigruppo di qualche sera fa. Il leitmotiv degli incontri: mai più sarà come prima.

Il solito gioco di ruolo delle parti, all’accademico intervento tecnico dell’assessore al bilancio – dei politici questa nazione ha deciso di farne economia da tempo – sono succeduti gli interventi di assessori e consiglieri tra rivendicazioni scontate ed insignificanti prese di posizione in funzione di quella premessa che la politica amministrativa parmigiana aveva posto: mai più sarà come prima.

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Ho apprezzato gli interventi del collega Fabrizio Pezzuto e Lorenzo Ilariuzzi che hanno toccato, forse involontariamente, il tema che dovrebbe interessare e far dibattere la politica locale e nazionale: quale forma politica, quali politiche, quale visione nel XXI secolo salverà le giovani generazioni.

E mentre la città ancora si domanda quale sia la differenza tra un dono e una donazione – questione forte e pregante del consiglio comunale natalizio – il pietismo, la retorica, l’abile furbesca e consapevole incapacità di critica riflessiva, laica e scientifica, prende il sopravvento.

Mai più sarà come prima e proprio per questo l’ufficio D, l’ufficio al primo piano, disadorno con poche sedie per poche persone ha deciso di assegnare – perché al netto della finzione democratica della capigruppo ha già deciso – il prossimo premio Sant’Ilario a figure che rappresentino le categorie che più si sono rese protagoniste nel tempo della pandemia in città. Un privato e personalissimo show di Sindaco e Presidente che sceglieranno le categorie più rappresentative accompagnati solo dalle cineprese di TV Parma, show che rimarrà con noi nel tempo poiché la pandemia è ancora con noi e con noi rimarrà a lungo. Nulla sarà più come prima e ancora non sappiamo se anche gli “accidentali” morti del fuoco amico di una sanità governata dai partiti e non dalla politica, i poveri e psichiatrici daspati, stranieri abbandonati a disumani decreti, barboni, prostitute, persone che chiedono l’elemosina, alcolizzati, tossici e senzatetto in cerca di un giaciglio, troveranno rappresentanza.

La politica cittadina, la politica che ha perso il senso dell’importanza delle istituzioni che decide di non riunirsi in presenza ma più comodamente di partecipare agli incontri di fronte a Netflix mangiando patatine, priva di vergogna, decide di premiare chi coraggiosamente ha fatto il suo dovere, senza abdicare alla convenienza.

Proprio perché non dovrebbe essere più come prima, la cancellazione del Sant’Ilario 2020 è stata la proposta più coerente in tempo di pandemia ma credo, tutto sarà come prima.

Un augurio di giorni sereni a tutti, urbi et orbi.

Amen.

 

(26 dicembre 2020)

©gaiaitalia.com 2020 – diritti riservati, riproduzione vietata

 





 

 

 

 

 

 




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