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domenica, Settembre 19, 2021
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Marco Maria Freddi: “Sulla droga si “spaccia” la prevenzione con la repressione”

di Marco Maria Freddi #Politica twitter@parmanotizie #Droga

 

Ho rivisto ieri sera, la puntata del 4 Giugno di Parma Europa, “Progetto scuole sicure” contro lo spaccio di droga”. Parliamo della direttiva del Ministro Matteo Salvini, che affronta il consumo con telecamere, poliziotti, cani poliziotto e vigili urbani.

La domanda che ci si potrebbe porre, partendo dai dati di consumo Italiani e mondiali, dalla storia della “guerra alla droga” degli ultimi 40 anni e le tendenze delle società più aperte nell’affrontare il fenomeno è: dove sono il Ministero delle Politiche Sociali, dell’Istruzione e della Salute che sono primariamente chiamati a pensare azioni di prevenzione degli abusi di droghe?

Insomma, la direttiva è pura repressione violenta senza alcuna finalità educativa.

Non c’è alcun aspetto preventivo, di riduzione del danno e nessuna visione che guardi all’oggi. ma come sappiamo il consumo non è l’unico tema che i rappresentati della società chiusa, guardano con lo specchietto retrovisore.
Sono i numeri a dirlo, solo il 5% dei fondi sono destinati a finanziare campagne educative, si “spaccia” la prevenzione con la repressione e guardando ai fondi stanziati ai singoli Comuni si comprende che – ancora una volta – si tratta di pura propaganda elettorale.

Ma davvero gli inviati di Pietro Ferraguti credono che 4 telecamere, i cani poliziotto ed alcuni vigili urbani possano modificare i comportamenti, i consumi degli studenti?

Da quando è entrata in vigore, la misura “Scuole Sicure”, promossa dal Ministero dell’Interno, non ha fatto che rivelarsi per ciò che è: un flop di stampo repressivo proibizionista. I numeri – ancora una volta – parlano chiaramente: a fronte di un investimento di 2,5 milioni di euro, il progetto ha portato al sequestro di 5 kg di cannabis, 4 arresti e più di 2000 persone coinvolte e le persone coinvolte sono i nostri figli, adolescenti, terrorizzati e spaventati dalla violenza di questa attività repressiva che non serve a creare cultura di contrasto o di consumo consapevole.

Tradotto in termini economici, questa operazione è costata allo Stato 500 euro al grammo, una spesa pubblica ed un impiego di risorse che sul versante cultura e sociale avrebbero avuto risultati più tangibili. La guerra alla droga, da Nixon in poi, è fallita ma nell’immaginario popolare – ed elettorale – ancora la si vende bene.

Un consiglio non richiesto agli amici del mio gruppo consigliare ed ai compagni con cui affronteremo i prossimi appuntamenti elettorali:

la diffusone capillare, da Nord a Sud, di una destra regressiva ed anti-storica è figlia delle scelte iniziate negli anni ’80, delle società moderne “da bere”, dei consumi di beni e servizi senza fine, di una globalizzazione senza regole e di tante altre analisi che in questi mesi si sono sprecate.

Dunque una conseguenza e non una causa; ma inseguire le pulsioni più “scontate” senza avere il coraggio di andare alla “radice” dei fenomeni ci assimilerà – in negativo- ai nostri avversari e come sempre accaduto, i cittadini continueranno a scegliere sempre gli originali e non le copie. E considerando che sulle percezioni pilotate e sulle fake news, notizie false ma verosimili, i cosiddetti “sovranisti” hanno costruito le loro fortune elettorali, anche alla luce delle prossime regionali, non possiamo permetterci di non vedere quanto sia cambiata la società negli ultimi due anni e di quanto coraggio politico – tutti coloro che guardano ad una società aperta – debbano farsi carico.

 





 

(11 giugno 2019)

©gaiaitalia.com 2019 – diritti riservati, riproduzione vietata

 

 


 

 





 

 

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