di Paolo M. Minciotti
Le Ore Piccole è una storia che vive tutta nel Teatro; ma i suoi luoghi sono la solitudine, l’infanzia, il gioco e la fantasia. Ma di fantasia nel mondo reale resta poca: il nostro protagonista è l’addetto alle pulizie del teatro Radar; un uomo semplice, pensieroso, che conduce con solerte malinconia la sua vita apparentemente monotona: lava, spazza, riordina il teatro che lui vive sempre da solo e a luci spente. Ma improvvisamente strane presenze, sussurri si aggirano tra palco, foyer e platea, a dirgli che nel luogo delle storie non si è mai soli, se sappiamo ascoltarci e far parlare quello che abbiamo custodito e poi dimenticato, ma che permane come un segreto dentro di noi. Il Teatro anche in questo caso, nel sogno del cinema, sa lasciare una libertà di gioco a chi lo vive, una grazia a chi lo fa. Ma il nostro protagonista crederà a se stesso? Sara solamente una sua fantasia o il teatro lo starà davvero coinvolgendo nella sua magia.
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Gravi carenze igienico-sanitarie. I NAS di Parma sospendono l’attività di un ristorante
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(27 gennaio 2023)
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