di Redazione, #politica
In un mercato globale dove le distanze non si misurano più in metri ma in secondi, l’Italia si trova in colpevole ritardo rispetto agli altri paesi europei, classificandosi mestamente al 25esimo posto in Europa come livello di digitalizzazione (DESI 2020), a causa di vari fattori che includono sia la limitata diffusione di competenze digitali, sia la bassa adozione di tecnologie avanzate, come ad esempio le tecnologie cloud. Al tempo stesso, l’Italia ha visto un calo della produttività nell’ultimo ventennio, a fronte della crescita registrata nel resto d’Europa.
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Uno dei fattori che limitano la crescita di produttività è il basso livello di investimenti in digitalizzazione e innovazione, soprattutto da parte delle piccole e medie imprese che costituiscono la maggior parte del nostro tessuto produttivo (EC Country Report Italy). Questi problemi riguardano anche il settore della cultura e del turismo: nonostante l’Italia sia il paese con il maggior numero di siti UNESCO, non riesce a posizionarsi al vertice in Europa come numero di visitatori. E le aziende del settore sono tra quelle colpite in modo più significativo dalla pandemia.
Il dibattito legato alla nuova antenna situata in via Passo Della Cisa, palesa il motivo del divario che continua a ampliarsi anche tra Parma e le altre città europee. Mentre il PNRR varato dal Governo Draghi prevede più di 6 miliardi di euro per il rinnovamento della rete anche attraverso la linea 5G, la politica locale sceglie di alimentare la psicosi e le fake news che circondano questa tecnologia, spina dorsale dello sviluppo digitale del Paese e della città (una delle motivazioni addotte contro la costruzione dell’antenna è la presenza di bambini nelle vicinanze quando è scientificamente dimostrato che non provoca danni alla salute). Parma deve finalmente decidere se vuole essere una città europea e internazionale, fornendo al proprio tessuto produttivo e ai residenti tutte le opportunità per essere competitivi rispetto a quelle che sono le nuove sfide globali.
Risulta quindi inevitabile che la politica locale cessi di porgere il fianco a determinate ideologie populiste e complottiste, ma che invece condivida appieno il percorso tracciato attraverso il PNRR dal premier Draghi.
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Così un comunicato stampa di +Europa giunto in redazione.
(14 luglio 2021)
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