di Marco Maria Freddi
Oggi, un anno fa, Simone Strozzi veniva arrestato. Un mese fa l’associazione Il Borgo di Parma conferiva un premio a Mimmo Lucano con la seguente motivazione: “Solidarietà e fratellanza come patrimonio e conquista dell’umanità per difendere le conquiste di civiltà da pericolose derive antisociali”.
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Insomma ciò che in Mimmo Lucano è virtù – anche se non tutti i giudici sembrano essere d’accordo – diventa il capo di accusa della verità storica contro la verità processuale, vedendo Simone Strozzi nella stessa e identica situazione di Lucano che però viene premiato da una nota associazione “progressista” di Parma e che ha visto le associazioni del terzo settore e i partiti della sinistra manifestare in pizza a suo supporto.
Mi asterrò, dato il periodo natalizio, dal ricordare le affermazioni di tante associazioni del terzo settore parmigiane nei confronti di Simone, dell’amico stimato a cui va tutta la mia ammirazione, dell’amico pregiudicato cui le associazioni e la chiesa locale hanno attribuito ogni male possibile e contro il quale la politica, i compagni della sinistra, nella costante ricerca di un appiglio strumentale per essere contro l’amministrazione Pizzarotti, hanno usato il caso di cronaca per portare in scena un’opera teatrale vergognosa cui saranno segnati di responsabilità perpetua, nei secoli dei secoli, amen.
La verità storica, ciò che è accaduto nella realtà, e la verità processuale, ciò che sarà affermato in una sentenza, non saranno coincidenti, non esistono strumenti per accertare a posteriori la coincidenza possibile, il sistema giudiziario è un sistema chiuso che sulle carte basa il proprio giudizio.
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La verità storica dipende dai racconti dei testimoni e dal ricordo dei protagonisti degli avvenimenti ma sia gli uni sia gli altri, non aiutano alla comprensione giudiziaria perché la testimonianza oculare e la memoria individuale non sono prove a giustificazione degli errori amministrativi o penali, non potrebbero mai giustificare l’aiuto a poveri diversi dai poveri racchiusi nei capitoli di spesa aggiudicati. Un patrimonio inestimabile è andato distrutto, i bandi dell’ultimo anno sono andati deserti, bandi troppo scomodi e poco redditizi, il servizio che lo spirito di Simone rendeva alla città è andato perso, i sostenitori dei daspo urbani, dei teaser e delle carceri per tutti hanno vinto.
Ma no, scusate ma che dico… Possono morire le persone, possono essere messe al confino di Scampia, ma non muoiono le loro idee e incredibilmente, ma non troppo, cari concittadini parmigiani, lo spirito di Simone si è fatto ancora una volta corpo: corpo che vive in mezzo a noi. Auguri di felice anno nuovo Parma. Con tanti auguri. Ce n’è proprio bisogno.
(29 dicembre 2021)
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